Alessandro D'Angeli | iDoll
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 La parola più diffusa al mondo è “Ok”, subito dopo c’è “Coca Cola”, questo termine non si traduce, indica un prodotto, ma anche una filosofia, uno stile di vita. La celeberrima bevanda gassata è distribuita da anni in tutto il mondo e il suo logo ha nei vari periodi storici assunto significati diversi e addirittura contrastanti (dal “sogno americano” a nemico del movimento “no-global”, dal “Natale perfetto” alla “formula della felicità”). La forza di penetrazione sociale, la massiccia presenza mondiale, la storica costanza degli investimenti promozionali, la sua familiarità, la sua capacità di essere gradita da utenti di diverso genere, età, cultura, religione, estrazione sociale e culturale ne fanno un idolo moderno, un valore ben superiore alla semplice bibita a base di zucchero, caffeina e anidrite carbonica.
Quanto sono diversi oggi la statuina della Madonna e la popolare bottiglia di Coca Cola? È impressionante notare che i due oggetti sono tremendamente simili per morfologia, dimensioni e peso. La bottiglia può quindi diventare un nuovo idolo religioso? L’idolo religioso può trasformarsi in idolo di mercato? Qual è l’esatto confine tra le due “ideologie”? Qual è l’intervento minimo apportabile alla statuina per suggerire la bottiglia? 

Typology

Small statue

Produced in

2012

Date

4 marzo 2015

Category

Editions